Sciame sismico Emila Romagna

Tracciati registrati alle stazioni di Borgo San Lorenzo (BOSL), Marradi (LMD), Piancaldoli (VISG)

Alle ore 4.03.52 ora locale del 20 maggio scorso la rete sismica della Prato Ricerche – Istituto Geofisico Toscano ha registrato una scossa sismica di magnitudo 5.9. L’epicentro è stato localizzato nella provincia di Modena comune di Finale Emilia ad una profondità di circa 6 km. La scossa è stata ampiamente avvertita nelle provincie di Pistoia, Prato e Firenze, soprattutto nelle aree montane.

La scossa è avvenuta in un’area classificata sismica solo nel 2003 in seguito alle normative più recenti basate sugli studi di pericolosità condotti dell’INGV. In ogni caso i comuni maggiormente colpiti risultano inseriti in classe 3 di pericolosità (pericolosità medio-bassa). Il ferrarese ha una lunga storia di eventi sismici nel passato che tuttavia non hanno mai raggiunto la magnitudo dell’attuale. Gli ultimi terremoti con intensità paragonabile risalgono alla seconda metà del ‘500 (Ferrara 1570, M = 5.5; Finale Emilia 1574, m = 5.0). Eventi maggiormente energetici hanno interessato zone limitrofe a nord (Veronese 1117, M = 6.7) e a sud (Appennino modenese 1501, M = 6.0).

Come sempre succede con eventi di questa intensità la sequenza sta evolvendo con centinaia di repliche, alcune di magnitudo locale superiore a 4. Al momento non è possibile fare previsioni sull’evoluzione spaziale e temporale della sequenza. La struttura sismica che ha generato l’evento è la dorsale ferrarese, una struttura sepolta ad andamento parallelo alla catena appenninica facente parte dei fronti appenninici sepolti sotto la pianura padana. Non è possibile sapere se il regime di stress associato alla struttura, che attualmente si sta rilassando, verrà trasferito a strutture contigue, sicuramente l’attività sismica continuerà almeno per alcune settimane.

Dott. Andrea Fiaschi – Luca Matassoni

Fondazione Prato Riceche